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12 marzo 2014

PFW DAY2 BOHEMIENNE NEL BLU DIPINTO DI BLU

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PFW. In France there are some circumstances bohémienne that make me feel good. Like going out of a beauty center and finding a castle in front of you, and then next to it a "bistrot". 
You sit down in an open-air table, order a coffee and immediately a need to write came across, even if their coffees aren't as good as what we have in Italy. 
It's not the taste of an espresso that makes the difference, but the landscape which surrounds you and that "Bonjour Madame" you hear when you get in any kind of shop.
I was able to find a comfortable suit-style trousers even at H&M! 

°°°
Nel Blu di Parigi. Certe situazioni bohémienne in Francia mi fanno stare bene. Perché capita che al'uscita di un centro benessere ti trovi di fronte ad un castello e poco dopo in faccia a un bistrò, di quelli con i tavolini all'aperto che quando ti siedi ti viene subito voglia di scrivere e ordinare un caffè. 
Non importa se non è come il  nostro espresso buono e ristretto. La differenza in Francia non la fanno i chicchi di caffè ma l'estensione della vivibilità, dello spazio e quel "Bonjour Madame" che ti dicono appena entri in qualunque esercizio commerciale. 
Persino da H&M dove ho trovato questi comodissimi pantaloni modello tuta. 

Pfg wears: Coat Ambini- trousers H&M- shirt Max&Co- bag Levi's- ring Giulia Boccafogli - 

Photos by Charlotte Remy B. 

6 settembre 2012

You Too Are Only Art


Essere al centro del mondo più che un desiderio è un volontà. Meglio sarebbe essere al centro di OGNI mondo. Trasparenti, impenetrabili. Ed osservare intorno quello accade. Il cambio delle stagioni, per esempio, seduta sul grattacielo più alto del mondo (vi ricordate il bellissimo film Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders ispirato in parte alle poesie di Rilke?) oppure immobile a guardare la vita degli altri. 

Abbassarsi lentamente, come sembrano fare gli angeli, fino a sfiorare le persone. Ma poi cambiare strada, per non affezionarsi troppo.  

Qui sono a Maribor, capitale europea della cultura 2012, una città meravigliosa che sprigiona la sua vitalità di notte. Ma niente chiasso, nessuna ostentazione. Solo pensieri e musica, note di jazz e caffè teatro. 

Tutto ciò che potevo permettermi è stare al centro di una strada. Non sarà come avere le ali dell'angelo Damien, ma in fondo sono al centro dei miei interessi.  

....e mi domandi perché mai si tace l'anima mia, senza versarsi in grembo alla notte che sogna? Colma di me, traboccherebbe tutta a spegnere le stelle. (Rainer Maria Rilke)

Maribor European capital of culture: I was overthere last week. Great people, great event. I thought about the movie Wings of Desire directed by Wim Wenders, I don't know the reason, but it was a wonderful feeling.













I was wearing

British Khaki London dress
Pupa Nail Polish

29 agosto 2012

Reflecting Fashion at Mumok in Vienna. Part one.



E' tutta una questione di fashion addicted, fashion girls, fashion victims, shopaholic, shopmania. Come un bisogno di "anoressicizzare" la moda. Di ridurla al nulla. Eppure, a monte, è un passaggio emotivo. Solitario. Una espressione di sé e, quando ne vale la pena, di certo un'espressione artistica.

 Lo era, nel 1913 in Russia, per il costruttivismo di Vladimir Tatlin, Kazimir Malevic, El Lissitzky, alla ricerca di un'arte differente, che voleva vicina alle masse, espressione di una nuova classe sociale, quella dei proletari. Nella sostanza e nell'apparenza. L'abito che vedete e gli altri coloratissimi più sotto sono stati realizzati fedelmente sui disegni del 1923-24 di Liubov Popova, Alexandra Exter, Varvara Stepanova.

Il futurismo italiano non fu da meno. il "Vestito antineutrale" di Giacomo Balla, straordinario pittore della velocità, è del 1914, cinque anni dopo il Manifesto del Futurismo pubblicato da Filippo Tommaso Marinetti sul Figarò, in un momento di grande affinità fra moda e arte, fra abito e rivoluzione. La guerra era appena scoppiata e i futuristi chiedevano a gran voce che anche l'Italia intervenisse. Idea folle, si scoprirà presto. Ma l'abito, in cui velocità e dinamismo plastico si fondono con il corpo, si indossano come forma artistica, era un'arma del pensiero. Per renderlo fruibile. Per accarezzare il futuro. 

Balla elabora bozzetti di moda e cerca nei tessuti l'espressione della profondità, e della modernità nelle forme da indossare. Abiti che devono stimolare l'immaginazione, irrompere fra le strade come simboli di rinnovamento, distruggere schemi, giocare di asimmetrie. Abiti che devono illuminare, abiti volitivi. Con le stesse caratteristiche della vita.
I diktat sono precisi: per l'uomo il nero, in un primo tempo, poi si passerà al colore, con cravatte dai motivi astratti, cappelli aggressivi e scarpe dinamiche. Per la donna borse trasformabili, giochi cromatici sulle camicette, cravatte decorate e cappelli eccessivi.

Il 1914 è anche l'anno della tuta reinventata come abito confortevole dal pittore fiorentino Thayaht, pseudonimo di Ernesto Michaelles anche lui futurista.

Reflecting fashion, al Mumok, il Museo d'arte moderna di Vienna, è una mostra meravigliosa, curata da Susanne Neuburger e Barbara Rüdiger: taglia tutta la storia del Novecento fino ai giorni nostri, attraverso il Surrealismo, Sonia Delaunay, Salvador Dalì in coppia con Elsa Schiaparelli, e poi Andy Wahrol, Christo, Yayoi Kusama ...

E la chiamate solo moda?

Reflecting Fashion is a fantastic exhibition opened in Mumok, Museum of modern art in Vienna, until September 12. It focuses on clothing and fashion as an essential component of art. During the early 20th century, fashion became part of the formal language of the avant-garde, including the Futurists and the Surrealists.
Here, in the images, clothes and ties by Giacomo Balla and by Russian Constructivists Liubov Popova, Alexandra Exter, Varvara Stepanova.

27 agosto 2012

First day in Vienna. Fashion Cupcakes!


Per fare questa torta ci vogliono 250 ore di lavorazione. Il che giustifica il prezzo, 3.000 euro, se la volete mangiare. La Cupcakes Manufaktur di Herbert Cir in Liechtensteinstrastraße 16 è stata una delle mie prime tappe. 

Aperto da appena dieci mesi, l'idea è venuta alla moglie di Herbert, Kamilla, direttrice delle decorazioni: questo negozio è già diventato il top del Design Cake. Fermarsi a mangiare una fetta di torta, fra una passeggiata e l'altra, vi assicuro è il paradiso. 
Per le borse, i cappelli e le scarpe occorrono da sei a diciotto ore di lavoro. 
E non pensate di spendere molto meno di una vera Hermes!

First stop in Vienna: Cupcakes Manufaktur by Herbert Cir in Liechtensteinstrastraße 16. This cake shop is the top, if you want to buy the cake with the skull you have to pay 3000 euro. 
 










 

20 agosto 2012

The Dobrna spa


Zero telefoni e zero computer. Capirete perché. Mi sono immersa nella splendida atmosfera delle terme di Dobrna, in Slovenia, il centro termale più antico della nazione. Seicento anni di tradizione, un parco secolare. Ho camminato in mezzo alle betulle, al faggio rosso, al tasso, alla tuia, al pioppo bianco che ha una circonferenza di 515 centimetri. 

Mi hanno svegliato i raggi del sole, il soffio del vento, la voglia di nuotare nelle acque calde. Dentro una sorgente, morbida come seta già nota agli antichi celti e ai romani, mi sono dilungata ore e ore. 
Persino la sera, quando non c'era nessuno e nuotare sembrava surreale.

Torno a bagnarmi nella vasca delle terme secolari, le più antiche, le meno frequentate. In alto, tra le piastrelline azzurre, sta l'iscrizione scolpita nella pietra nel 1624 dall'allora proprietario Matija Gacnik per l'inaugurazione del primo edificio termale, questo dove appunto sono ora.

Stasera concerto di classica, domani vi dirò di più. 

I'm at the spa of Dobrna, a contemporary and dynamic health resort merges gifts of nature surrounded by abundant forests Dobrna . The famous tradition that goes back to the 15th century, climate and an amazing natural environment. 

I'm happy!!!











9 agosto 2012

Arfango in viaggio


"Ti passo a prendere alle nove". Nessuno riesce a farmi alzare a quell'ora, tranne la mia amica Alessandra Lepri. Quando stabilisce l'orario sa che non potrò dire di no. Puntuale sotto casa mia, con una macchina extralusso che mi fa star subito bene, mi saluta in total black come una diva nascondendo gli occhi dietro i prada sunglasses baroque. 

Iniziano così le nostre zingarate, un'intera giornata a far shopping. Prova - riprova, indossa-togli, trattieni il fiato-puoi respirare. Ma ciò che mi piace di Alessandra è che ad ogni abito ti lancia stupende suggestioni, così una camicia verde e viola a mezze maniche molto particolare diventa l'immagine di una colonia francese del '900, un manteau dorato maniche tre quarti fa tanto contessa scalza, le scarpe che snobba ma che a te piacciono tanto "non sono mica il diavolo" e via dicendo. 

Così quando ho visto la borsa di Arfango e me ne sono innamorata ha spalancato gli occhioni (nel frattempo illuminata da un mascara rimpolpante effetto ciglia finte che poco prima avevamo provato), mi ha detto "ceeerto!!! Arfango un must have!". 

Eccola perciò a casa mia, la green bag pronta a partire con me sabato mattina. In Slovacchia, con i rayban nuovi di zecca e una meravigliosa crema che ho testato della Collistar. Di questa a breve vi parlerò. 

Non è meraviglioso avere un'amica così?

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